11/09/2008
Il potere del diavolo
Perché non vediamo ciò che è? In una data epoca, al tempo del pithecanthropus erectus, l’Informazione, creando corpi sempre più perfetti e complicati, ha determinato lo sviluppo di un cervello talmente sottile, talmente capace e dotato di un informazione, una banca dati così grande, che a un certo punto questo cervello ha potuto dire:”Io sono io”. “Io”, diviso da lui, da lei, dagli altri, “Sono indipendente”, “Sono io”. E’ stato il cervello che si è reso conto. E’ da quell’istante che si è verificata la cacciata dal Paradiso perché non è la stessa cosa dire “Io sono io” e “Io sono”. Da quel momento il cervello ha detto: ”Io ho freddo” e “Mi rendo conto che non ho da mangiare”. Oppure: “Voglio bene a questa creatura nata da me, le voglio bene per istinto, poiché l’istinto mi è stato dato da chi mi ha creato. Soffro se il mio bebé sta male, devo faticare per procurarmi il cibo”. In questo modo è nato il dolore. E il dolore segnala. Come una luce d’allarme, ogni sbaglio commesso.
“Dimmi quanto soffri e ti dirò quanto ti sbagli”: la luce del dolore ci è stata data come un punto di riferimento. Attraverso il dolore l'essere umano acquista coscienza.
La sofferenza non scaturisce da una colpa, essa è solo un mezzo per smuoverci e farci acquistare coscienza. E non è certo uno sbaglio del Creatore.
Come possiamo pensare che ci sia un Tutto e al di fuori di quel Tutto il diavolo?C’è un Tutto e fuori del Tutto non c’è nulla. Se ci fosse un diavolo, si troverebbe dentro quel Tutto. Noi non siamo perfetti perché non comprendiamo l’infinità bontà, l’infinita misericordia, l’infinito amore. Non ci siamo mai collegati completamente con questa corrente di Vita e perciò ci sentiamo in colpa. Ogni cosa che ci allontanerà da questa corrente ci darà un senso di colpa.
Ogni cosa che ci allontana dalla Bontà crea un dolore. Non dividerti da Dio: Dio è l’Unità, Dio è in te e tu sei in Lui. La prima cosa è l’Unità. L’Unità esiste attraverso la legge della Costruttività. E perché esista la costruttività, deve per forza esistere anche la distruttività. Ogni cosa deve avere il suo opposto per esistere: la vita e la morte, la costruttività e la distruttività. Noi ci rivolgiamo alla costruttività. Il terzo principio è l’Amore. L’Amore è ciò che unisce, che opera la coesione. E ’ la legge indispensabile affinché le altre due possano manifestarsi.
Quando noi vediamo queste leggi e non andiamo verso la distruttività, verso l’odio o la divisione, non possiamo avere nessuna colpa. Mai. Non c’è una cosa che si chiama colpa.
L’unica colpa è l’aver creato la colpa. Al di fuori di questo non c’è nessuna colpa, perché noi siamo contenuti in un corpo divino, e siamo penetrati da questo corpo divino che perciò si trova in noi. Dove sta la colpa? Non c’è: la persona purtroppo si sbaglia ed invece di rivolgersi al polo della vita, va a quello della morte, invece di vedere l’unità, vive nella divisione.
(da Il Volo infinito)
11:25
Scritto da: mary_joy
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01/08/2008
Il divino in noi
Il grande Maestro ha detto:”Mio padre ed io siamo uno.” Se noi pensiamo che il soggetto che le ha proferite sia stato eccezionale, diverso da noi, avremo sempre l’idea che per noi non possano essere valide. “Le ha dette Lui che era divino! Io, che non sono divino, non potrò mai fare come Lui”. Questo atteggiamento però significa divisione, Stabilire una divisione vuol dire rompere l’unità e senza l’unità. La verità non può esserci. Qui c’è da riflettere: o Lui era uno come me e te invece, nell’ipotesi che Lui sia divino, il divino si trova anche in te. “Mio Padre ed io siamo uno”: come possiamo vivere questa frase, come riuscire a farla diventare per noi un fatto? Solo se riuscissi a vivere questo come un fatto, solo così io potrei essere come è stato Gesù. Il Creatore dell’Universo, di ciò che nell’Universo è materiale e immateriale, o forse il Creatore di un infinito di Universi fluisce in tutto e in tutti e perciò anche in me.
Un uomo normale, un uomo in carne ed ossa non può mai contenere Dio, può però essere penetrato della sua energia e così parte di Lui, condividere con Lui la Sua stessa vita e tutto ciò che da Lui fluisce.
Gesù ha detto:”Mio Padre ed io siamo uno”. Che cosa ha voluto dire? Scopriamolo senza pensare che Lui sia qualcosa più di me. Certo, egli sa più di me, è un fratello maggiore. E’ un grande Maestro che insegna, su questo non c’è dubbio; si trova tra gli uomini e si dichiara umano, ma ci dice come fare per sentire l’Unità. Egli aveva bisogni umani, si lavava come tutti gli altri, come agli altri anche a Lui crescevano i capelli, come gli altri si cambia i vestiti, li sporcava e anche mangiava, rideva.
Nei Vangeli apocrifi sta scritto che Lui ballava e cantava con i suoi seguaci. Deve aver avuto una carica enorme, la più grande di tutti perché la sua allegria, la sua vitalità sgorgavano senza filtri, non si riflettevano nella mente; tutta la sua carica veniva fuori senza impedimenti, perché Lui non si preoccupava di niente, non aveva paura di nulla. Non gli interessava cosa stessero dicendo di Lui i farisei o i seguaci, Non si preoccupava, ma si occupava di servire e di amare.
00:05
Scritto da: mary_joy
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31/07/2008
Mio Padre ed io siamo uno
La religione cristiana afferma che Gesù, quando è morto sulla croce, se n’è andato da suo Padre nella Gloria. Che cosa vuol dire? Tu credi a questa affermazione? La comprendi? Il bigotto non ha bisogno di comprendere, né di sapere. Il bigotto segue, osserva ciò che gli si dice e non ragiona. La persona che ragiona non è più bigotta. Diventa religiosa. La differenza tra la persona bigotta e quella religiosa sta nel fatto che la bigotta segue senza aver capito, mentre la persona religiosa ha capito e allora non segue. Non segue nessuno. La parola religione significa ricollegarsi con la propria origine, dentro di sé. Se lo fai, non hai bisogno di seguire nessuno al di fuori. Seguire vuol dire non ragionare.
Il grande Maestro ha detto:”Mio padre ed io siamo uno.” Che cosa significa? Egli però ha anche detto:”Siamo tutti uguali, siamo fratelli e abbiamo in eredità il Regno del cielo”. E poi ancora:”Chi crede come me, farà come me e cose più grandi farà”. Lui non ha detto copiami ma fa come me. Probabilmente non si riflette affatto su queste parole e, anche se è stato proprio Lui a dire che non bisogna seguire senza ragionare, senza preoccuparsi di trovare la verità in sé.
Ognuno dovrebbe comprendere che cosa significa dire:”Tu sei uguale a Gesù”. Se è esistito un certo signore in carne e ossa che si chiamava Gesù, tra te e lui non dovrebbe esserci differenza. Lui stesso lo ha detto e non aveva nessun interesse a dire una bugia. Se fosse diversamente non avrebbe avuto difficoltà a dire:”Tu mi devi credere, perché sono unico e speciale”. Lui invece ha detto:”Siamo tutti uguali e abbiamo in eredità il regno di Dio. E chi crede in questo farà ciò che io faccio e cose più grandi farà. Mio Padre ed io siamo uno”.
23:55
Scritto da: mary_joy
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Preghiera
Energia del Cosmo
rendici veritieri senza arroganza,
umili senza finzioni,
allegri senza leggerezza,
seri, ma senza disperazione,
giusti senza presunzione,
severi senza cattiveria,
forti senza crudeltà,
buoni senza mollezza,
misericordiosi senza lasciar fare,
miti senza ostentazione,
pacifici senza falsità,
poveri senza miseria,
ricchi senza avarizia,
prudenti senza sospetto .....
Fa che diventiamo dotti senza volerlo sembrare ...
Docili, ma inclini alla saggezza ...
Umani, ma senza avidità ...
Ospitali, ma sobri ...
Lavorando con le nostre mani,
ma senza confidare solo in noi stessi !
Manda in noi la Luce,
che dissolva le tenebre dell'ignoranza
e così sia .....
23:41
Scritto da: mary_joy
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22/07/2008
Tardi ti ho amato (S. Agostino)
Tardi Ti ho amato, Bellezza tanto antica, eppure tanto nuova. Tardi Ti ho amato.
Sì, perché Tu eri dentro di me; io invece ero fuori e lì Ti cercavo. Tu eri con me e io non ero con Te.
Mi tenevano lontano da Te le cose da Te create, che sarebbero inesistenti, se non esistessero in Te.
Mi hai chiamato e la tua voce ha vinto la mia sordità.
Mi sei apparso e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità.
Hai diffuso la tua fragranza, io l'ho respirata e adesso anelo a Te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di Te.
Mi hai toccato e si è acceso in me il desiderio della tua pace.
(Confessioni, X, 27, 38)
00:25
Scritto da: mary_joy
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21/07/2008
UN UOMO ATTENDE
Ero uscito di casa per saziarmi di sole.
Trovai un uomo che si dibatteva
nel dolore della crocifissione.
Mi fermai e gli dissi:
"Permetti che io ti aiuti a staccarti dalla croce".
Rispose: "Lasciami dove sono,
i chiodi nelle mani e nei piedi,
le spine intorno al capo, la lancia nel cuore.
Io dalla croce da solo, non scendo.
Non scendo dalla croce fino a quando sopra
vi spasimano i miei fratelli:
Io dalla croce non scendo
fino a quando per distaccarmi
non si uniranno tutti gli uomini".
Gli chiesi: "Cosa vuoi che faccia per te?".
Mi rispose: "Và per il mondo e di a coloro che incontrerai
che c'è un Uomo che aspetta inchiodato sulla croce...". (Fulton J. Sheen)
00:00
Scritto da: mary_joy
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13/06/2008
Ascoltami, o Dio!
Ascoltami, o Dio! M'avevano detto che tu non esistevi ed io, come un idiota, ci avevo creduto. Ma l'altra sera, dal fondo della buca di una bomba, ho veduto il tuo cielo. All'improvviso mi sono reso conto che m'avevano detto una menzogna. Se mi fossi preso la briga di guardare bene le cose che hai fatto tu, avrei capito subito che quei tali si rifiutavano di chiamare gatto un gatto. Strano che sia stato necessario ch'io venissi in questo inferno per avere il tempo di vedere il tuo volto! Io ti amo terribilmente... ecco quello che voglio che tu sappia. Ci sarà tra poco una battaglia spaventosa. Chissà? Può darsi che io arrivi da te questa sera stessa. Non siamo stati buoni compagni fino ad ora e io mi domando, mio Dio, se tu mi aspetterai sulla porta.
Guarda: ecco come piango! Proprio io, mettermi a frignare! Ah, se ti avessi conosciuto prima Andiamo! Bisogna che io parta.
Che cosa buffa: dopo che ti ho incontrato non ho più paura di morire.Arrivederci!
(Preghiera trovata nello zaino di un soldato morto nel 1944 durante la battaglia di Montecassino).
21:15
Scritto da: mary_joy
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Signore, dove sei?
"Dove sei, Signore? Ti cerco e non Ti trovo. Sento parlare di Te, ma non Ti conosco. Cerco di costruirTi dentro di me, ma non riesco; Ti prego che Tu mi venga in sogno, ma non mi esaudisci. Ma dove sei, Signore? Ci sei o non ci sei? Se esisti fatti sentire, se sei vivo parlami. Molte persone mi circondano: le interrogo e chiedo loro se sanno chi sei, ma mi guardano esterrefatte e mi dicono: Quel che tu sai, sappiamo anche noi! Signore, dove sei?". Il Signore è in cielo, in terra, in ogni luogo. "Questo è vero, però io non Lo vedo e non Lo sento. Anche nelle favole si fa cenno a tante storie di fate, di streghe, di maghi, ma tutte cose inventate. Ma chi è e che cos'è questo Dio di cui tanti se ne fanno burla e certi Lo citano come prezioso Essere?".
Il Signore è il padrone assoluto del cielo e della terra, tutto appartiene a Lui, anche te stesso. Tutto ciò che dici esser tuo è Suo, e tutto ciò che è Suo, se vuoi, può anche esser Tuo. "Mostrami, Signore, il Tuo volto. Voglio conoscerTi".
Dio mostra il Suo volto a chi Lo cerca con amore e non già per schernirLo, per deriderLo, per umiliarLo, per farne di Lui uno scherno tra la società."Signore, dove sei?". E il Signore risponde a chi Lo cerca:
"Sono appresso a Te e attendo che anche tu Mi mostri il tuo volto, non il solito volto di carne, ma quello dello spirito, il volto della grazia, il volto della perfezione, e allora Io Mi farò conoscere a Te e tu ti innamorerai di Me e insieme cammineremo sulla via della Divina volontà. Guarda queste Mie mani, sono forate dai chiodi; guarda questi Miei piedi, sono trapassati con il martello; guarda questo Mio Cuore, è forato dalla spada. Questo Mio capo è bucato da innumerevoli spine. Guarda questa Mia spalla grondante di sangue: ha portato la croce, una croce pesante che comprende i peccati di tutta l'umanità.
OsservaMi profondamente: il Mio volto è rigato di sangue, ma se Mi guardi negli occhi non Ti allontanerai mai più dalla Mia presenza".Gli occhi di Cristo sono trasparenti come due perle preziose, e più li guardi e più t'immedesimi in essi. Diventano così per te una strada su cui camminare. Camminando in quegli occhi vedi tante cose e ne conosci altrettante. Prima di tutto dimentichi te stesso, non ti ricordi più quello che devi fare, se devi farlo o non farlo, non sei più un indeciso: ti senti incorporato in Lui, e con Lui e per Lui cammini nelle Sue vie. Allora ascolti e vivi quella Sua profonda voce: "Se uno Mi ama, osserverà la Mia parola e il Padre Mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23).
Ecco: quando Cristo è in te, con Lui c'è il Padre e lo Spirito Santo, quindi c'è tutta la divinità, tutto quel Signore che Tu vuoi conoscere. Era necessario che Tu ti staccassi da tutto per poter sentirLo, per poter gustare al tuo palato la Sua dolce Carne, per lavarti col Suo prezioso Sangue e per innamorarti di quelle pupille che sanno solo di Paradiso. Quanto è preziosa la compagnia di questo Essere immacolato che il Padre con lo Spirito Santo lasciò sulla terra a cercare l'uomo perché bevesse alla Sua sorgente e, attraverso quest'acqua ristoratrice s'innamorasse della Trinità SS.ma.
"Signore, dove sei?". "Sono nel tuo cuore. Aspetto che tu Mi parli perché ti possa rispondere". "Che cosa devo fare per renderti felice?".
"È indispensabile che tu ti consideri un nulla e nel nulla di tutte le cose tu veda Me, padrone assoluto di ciascuna di esse. Allora comincerai ad adorarMi e se mi adorerai Io ti farò grande, pur conservandoti piccolo, ti farò capace di tutto senza che tu ti riconosca tale. Ti farò camminare a Me appresso come adesso e più d'adesso quando sarò sempre dentro di te. Allora tutto quello che farai con le tue mani sarà fatto da Me, tutto quello che costruirai con i tuoi occhi sarà costruito da Me, tutto quanto amerai con il tuo cuore sarà amato da Me. E allora navigherai nel mare trinitario trasportato dalle sue onde e da un mare all'altro con Me pescherai le anime, quelle che hanno perduto la bussola d'orientamento e stanno affogando nel disordine della vita".
"Signore, se Tu vuoi puoi salvarmi. Fallo subito, Signore, non aspettare. Ho già visto il Tuo volto attraverso lo specchio dell'Amore".
00:32
Scritto da: mary_joy
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Lettera ad un figlio
Figlio mio,
quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione, ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri...
Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo, anche solo qualche minuto e dirmi "ciao"...
...Però eri troppo occupato...
Per questo ho acceso per te il cielo, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un pò perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato un pò a me, ma ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome; io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo...
Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la tv, hai cenato e ti sei dimenticato ancora di parlare con me... non mi hai rivolto il minimo pensiero...
Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo ma tu non eri interessato a vederlo...
Al momento di dormire credo che tu fossi distrutto, così dopo aver dato la "Buonanotte" alla
famiglia sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato...
Ho accompagnato il tuo sonno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati; ma non importa perché forse non ti rendi nemmeno conto che io sono sempre lì per te... Ho più pazienza di quanto non immagini...
Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri, Ti amo tanto che aspetto tutti i giorni una tua preghiera...
Il paesaggio che faccio è solo per te!!!
Bene, ti stai svegliando e ancora una volta io sono qui che aspetto senza niente altro che il mio Amore per te, sperando che almeno oggi tu possa dedicarmi un pò del tuo tempo...
Buona Giornata figliolo!
Tuo Papà... Dio
00:14
Scritto da: mary_joy
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30/05/2008
Gesù parla ad un'anima
“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei...”. Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei.., Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai… Va…”
23:58
Scritto da: mary_joy
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Immagine
23:40
Scritto da: mary_joy
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Come una madre
23:28
Scritto da: mary_joy
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29/05/2008
Dio
17:45
Scritto da: mary_joy
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Parole di Gesù
Nel Gethsemani conobbi i peccati di tutti gli uomini. Fui fatto quindi: ladro, assassino, adultero, bugiardo, sacrilego, bestemmiatore, calunniatore e ribelle al Padre che invece ho sempre amato. Io, puro, ho risposto al Padre come se fossi macchiato di tutte le impurità. Ed in questo, appunto è consistito il Mio sudare sangue: nel contrasto del Mio amore per il Padre e la Sua volontà che voleva addossarmi tutto il marciume dei Miei fratelli. Ma ho obbedito, sino alla fine ho obbedito e per amore di tutti mi sono ricoperto di ogni macchia, pur di fare il volere di Mio Padre e salvarvi dalla perdizione eterna. Nessuno crederà che molto più soffrii allora anziché sulla Croce, pur tanto e tanto dolorosa, perché chiaramente ed insistentemente Mi fu mostrato che i peccati di tutti erano fatti Miei ed Io dovevo risponderne per ciascuno. Sicché Io, innocente, ho risposto al Padre come se fossi veramente colpevole di disonestà. Considera, perciò, quante agonie più che mortali ho avuto in quella notte e, credimi, nessuno poteva alleggerirmi di tali spasimi, perché, anzi, vedevo che ognuno di voi si è adoperato per rendermi crudelissima la morte che ad ogni attimo Mi veniva data per le offese di cui ho pagato interamente il riscatto. Più di quanto l'uomo può capire ed oltre ogni immaginazione, provai in Me stesso abbandono, dolore e morte. Nessuna grandezza maggiore potete attribuirmi che questa: essere divenuto centro, bersaglio di tutte le colpe vostre. Immensamente conobbi il peso delle offese che al Padre Mio furono e sarebbero state fatte. La Mia Divinità, avendo preso per suo proprio strumento la Mia Umanità, Mi partecipava la bruttezza che nasconde la ribellione e la conseguente disubbidienza, trasformando il tutto in gemiti e martirii nell'Anima e nel Corpo. Ma un solo istante sarebbe bastato, un solo Mio sospiro avrebbe potuto operare la Redenzione per la quale ero stato inviato; eppure moltiplicai questi sospiri, prolungai il Mio vivere quaggiù, perché Sapienza e Amore così volevano. Giunto, però, alla fine volli come intensificare in Me stesso ogni genere di patimenti: vidi tutto ciò che dovevo redimere e che tutto Mi era addossato come cose Mie. Fù lì, nell'Orto, il culmine del dolore e Uomo quale Io volli essere, fui atterrato, sopraffatto, fisicamente distrutto. Venne l'Angelo Mio e mi ristorò mostrandomi le pene che altre Mie creature fedeli avrebbero sofferto per questo Mio soffrire; non gloria Mi fu mostrata ma amore, compassione, unione. Ecco come ripresi animo, ecco come diedi a Me stesso sollievo e forza. Pianto e lotta, sangue e vittoria, ho portato agli uomini, ingrati ed immemori, per quella notte di grande sconforto. Fu notte di redenzione, in cui Mi sostituii ad ogni peccatore e ne presi ogni colpa, ma, oltre a ciò volli racchiudere anche le pene tutte degli uomini e soffrirne intensamente. Miei cari, il Gethsemani è un mare senza confini, un oceano in carità nel quale ogni persona, ogni colpa, ogni dolore venne sommerso ed Io sentii realmente: non in via immaginaria, tutta la gravezza che nel mondo sarebbe discesa. Amore per il Padre, amore per gli uomini, Mi fecero vittima volontaria. Se uno di voi avesse potuto vederMi, sarebbe morto di spavento per il solo aspetto fisico che avevo preso. Poiché non trattavasi di un solo tipo di pena, non si trattava di un solo anelito, ma di mille, milioni di aneliti tutti compressi in Me. Io fui capace di abbracciare ogni vostra colpa e tutte le vostre sofferenze. Io solo sono stato capace di sentire, dico sentire, tutte le vostre pene, perché Io ero voi e voi eravate Me. Notte di tragedia, notte oscura per la Mia Anima che inoltravasi titubante fra gli ulivi del Gethsemani. Il Padre Mi preparava l'Altare sul quale Io, Sua Vittima, dovevo essere Immolato. Io dovevo prendere le colpe degli altri e Colui che Mi aveva mandato, attendeva quella notte per dare agli uomini la misura del Suo Amore, col sacrificio totale di Me, Suo Figlio e Sua Prima Creatura. Laggiù fra gli ulivi del Gethsemani, il peccato degli uomini ebbe sconfitta definitiva perché fu in quel luogo che Io Mi Immolai e vinsi. E' vero che sarebbe bastato un solo sospiro nel mondo per dar redenzione a tutti, ma è anche vero che un'opera è completa quando raggiunge il culmine voluto, come dire che, essendo stabilito che Io pagassi per tutti sottoponendomi alle umiliazioni della Passione, soltanto con la Immolazione potevasi raggiungere lo scopo voluto dal Padre. Difatti, il merito fu infinito in Me, qualsiasi cosa Io facessi, tuttavia la volontà Divina voleva la Mia umiliazione sotto la Sua potente mano, a titolo di completamento della Sua e Mia opera: perciò col Gethsemani si adempì la prima parte di tale volontà e la parte principalissima. Lentamente, quasi privo di forze, ero giunto ai piedi di quell'altare sul quale il Mio Sacrificio stava per iniziarsi e consumarsi. Che notte fu quella! Quale angoscia, nel Mio cuore, al pensiero, alla visione terrificante dei peccati degli uomini! Ero la Luce e non vedevo che tenebre; ero il Fuoco e non sentivo che gelo; ero l'Amore e non sentivo che il disamore; ero il Bene e non sentivo che il male; ero la Gioia e non avevo che tristezza, ero Dio e Mi vedevo un verme, ero il Cristo, l'Unto del Padre e Mi vedevo lordo e ributtante, ero la Dolcezza e non sentivo che amarezza; ero il Giudice e subivo la condanna, la vostra condanna; ero il Santo, ma venivo trattato come il massimo peccatore; ero Gesù, ma sentivo chiamarMi soltanto con nomi di vitupero da satana; ero la vittima volontaria, però la Mia stessa natura umana Mi faceva sentire tremore e debolezza e chiedeva l'allontanamento di tutta la sofferenza in cui trovavasi; si, ero l'Uomo di tutti i dolori cui era sfuggita la gioia della donazione di Me stesso che avevo fatto con trasporto tutto Divino. E tutte queste cose, perché? Ve l'ho già detto: Io ero voi, perché voi dovete divenire Me. La Mia Passione… Oh! che abisso di amarezze ha racchiuso! E come è lontano chi crede di conoscerla soltanto perché pensa alle sofferenze del Mio Corpo! Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto nell'Orto e unitevi a Me! Torno oggi a voi per ricordarvi di guardare bene il Mio viso triste, di considerare meglio il Mio sudore di Sangue. Non vi interessa molto questa Passione sconosciuta? Non vi pare che merito più considerazione, migliore attenzione? Anime Mie care! Tornate al Gethsemani, tornate con Me nel buio, nel dolore, nella compassione, nell'amore doloroso! E tu, come ti trovi ora? Intendi, dunque, che ti faccio simile a Me? Posa anche tu le tue ginocchia sulla terra del tuo sacrificio e dì con Me: Padre, se è possibile, allontana da me questo calice: però non si faccia la mia, ma la Tua volontà. E quando avrai detto con intima convinzione "fiat", allora cesserà tutto e sarai rinnovato nel Mio Amore. Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto, nell'Orto e unitevi a Me! Quanto a Me il soffrire che fu, ora Mi sarà dolcissimo se vi metterete nella considerazione delle Mie pene. Non temete di entrare con Me nel Gethsemani: Entrate e vedete. Se, poi, vi parteciperò sensibili angosce e solitudini, ritenetele Miei veri doni e non vi smarrite, ma con Me dite: Padre, non la mia volontà, ma la Tua si faccia! Pregatemi, perché voglio sia conosciuto come ho amato tutti voi in quell'ora di abbandono e di tristezza senza nome.
(dal libro: Anonimo del XX secolo - Parole di cielo - in 3 volumi - 7 ediz.)
17:00
Scritto da: mary_joy
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25/05/2008
L'atto di abbandono a Gesù
L'ATTO DI ABBANDONO A GESU’
(contro le ansie e le afflizioni) 
«Perchè vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l'effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi e cambiare così l'agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero della tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all'altra riva.
Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.
Quante cose io opero quando l'anima, nelle sue necessità spirituali e in quelle materiali si volge a me, mi guarda, e dicendomi “PENSACI TU” chiude gli occhi e riposa! Avete poche grazie quando vi assillate per produrle; ne avete moltissime quando in preghiera è un affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché lo tolga, ma perché lo tolga come voi credete... Vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME”, cioè sii glorificato in questa mia necessità - “VENGA IL TUO REGNO”, cioè tutto concorra al Tuo regno in noi e nel mondo: “SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ”, ossia pensaci Tu. Io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: "Sia fatta la Tua Volontà, pensaci Tu". Ti dico che io ci penso, e che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l'infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e dì: “PENSACI TU”. Ti dico che io ci penso. É contro l'abbandono la preoccupazione, l'agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione dei fanciulli quando pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci loro, intralciando con le loro idee e i loro capricci infantili il suo lavoro. Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornate il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà, e vi giuro per il mio amore che, dicendomi con queste disposizioni: “PENSACI TU”, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero vi conduco. E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, poiché non c'è medicina più potente di un mio intervento di amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi e come mi accoro nel vedervi agitati! Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessun affidamento in voi: io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale, seguite quindi il percorso naturale delle cose che è spesso intralciato da Satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, dì con gli occhi dell'anima chiusi: “GESÙ PENSACI TU”. E distraiti, perché la tua mente è acuta... per te è difficile vedere il male. Confidare in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio Amore. Io ci penserò, ve lo assicuro. Pregate sempre con questa disposizione di abbandono, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell'immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza. Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e dì con tutta l'anima “GESÙ PENSACI TU”. Non temere ci penso io. E tu benedirai il tuo nome umiliando te stesso. Le tue preghiere non valgono un patto di fiducioso abbandono; ricordatelo bene. Non c'è novena più efficace di questa: “O GESÙ, MI ABBANDONO IN TE, PENSACI TU” “ABBANDONATI AL MIO CUORE... E VEDRAI” Voglio che tu creda nella mia onnipotenza, e non nella tua azione: che tu cerchi di mettere in azione Me, non te negli altri. Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di arricchirti, di amarti come voglio. Lasciati andare, lasciami riposare in te, lasciami sfogare su di te continuamente la mia onnipotenza. Se tu rimarrai vicino a me e non ti preoccuperai di fare per conto tuo, di correre per uscire, per dire di avere fatto, mi dimostrerai che credi nella mia onnipotenza e io lavorerò intensamente con te quando parlerai, andrai, lavorerai, starai in preghiera o dormirai perché “ai miei diletti dò il necessario anche nel sonno” (salmo 126). Se starai con Me senza voler correre, nè preoccuparti di cosa alcuna per te, ma la rimetterai con totale fiducia a Me, Io ti darò tutto quello che ti necessita, secondo il mio disegno eterno. Ti darò i sentimenti che voglio da te, ti darò una grande compassione verso il tuo prossimo e ti farò dire e fare quello che Io vorrò. Allora la tua azione verrà dal mio Amore. Io solo, non tu con tutta la tua attività, potrò fare dei figli nuovi, che nascono da Me. Io ne farò tanti di più quanto più tu vorrai essere un vero figlio quanto il mio Unigenito, perché lo sai che "se farai la Mia Volontà mi sarai fratello, sorella e madre" per generarmi negli altri, perché Io produrrò nuovi figli, servendomi di veri figli. Quello che tu farai per riuscire è tutto fumo in confronto a quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano. “Rimanete nel Mio Amore.. se rimarrete in Me e rimangono in voi le mie parole, chiedete quello che volete e vi sarà dato” (Gv 15)».
14:30
Scritto da: mary_joy
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24/05/2008
Ho fatto un sogno (Tenerezza)

Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato che ho camminato sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita. Ho guardato indietro ed ho visto che ad ogni giorno della mia vita, proiettati nel film, apparivano orme sulla sabbia:una mia e una del Signore. Cosi' sono andato avanti, finchè tutti i giorni della mia vita si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c'era solo un'orma. Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita; i giorni di maggior angustia, di maggiore paura e di maggior dolore. Ho domandato allora: 'Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perchè mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?". Ed il Signore rispose:"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo, e non ti ho lasciato: i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
20:54
Scritto da: mary_joy
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